Il bass aumenta il proprio metabolismo con l'innalzamento della temperatura ma, quando il calore diventa eccessivo e l'ossigeno disciolto nell'acqua diminuisce, diventa abbastanza apatico e poco affamato. Vediamo nel dettaglio come catturare bei bass e soprattutto dove andare a cercarli in questo periodo.
Dove
Gli indizi fondamentali da tenere conto quando andiamo a pesca di bass nella stagione estiva sono "Profondità" e "Ostacoli".
Il bass in estate cercherà acqua più fresca, quindi andrà in profondità, soprattutto durante il giorno, con sole alto e aumento della temperatura.
Paradossalmente troveremo il bass anche in pochi centimetri d'acqua... ma, immancabilmente, vicino a coperture, ostacoli molto fitti e zone d'ombra ampie. In questo caso entrano in scena tecniche più comuni, come il flipping e il topwater a ridosso o sopra a queste coperture.
Un altro indizio da prendere in considerazione è la corrente che porta acqua fresca e cibo attraendo spesso il pesce foraggio di cui il bass si nutre. Cerchiamo piccoli affluenti e nei grandi bacini come Conza e Monteverde soffermiamoci nelle zone battute dal vento (non dimentichiamo un'esca fantastica in presenza di vento, lo spinnerbait).
Come
Io in Estate mi affido a una tecnica che ha fatto innamorare migliaia di pescatori di bass in tutto il mondo, ovvero la pesca a galla o topwater.
Le esche per questa tecnica sono tantissime, c'è solo l'imbarazzo della scelta, personalmente consiglio di orientare la scelta su 3 tipi:
Buzzbait Popper Rane
Il buzzbait è un' esca simile al più conosciuto spinnerbait, un corpo in acciaio con testa piombata e gonnellino nella parte inferiore e una più o meno grossa elica che taglia la superficie provocando un rumore molto caratteristico che crea nel bass un grosso disturbo sia di rumore che di vibrazioni. Io lo recupero a media velocità in prossimità di zone d'erba più o meno sommerse un'esca di ricerca molto redditizia anche nella stagione autunnale, meglio magari con una leggera brezza che increspa la superficie.
Popper, imitazione di piccolo pesciolino cavo in testa che ha la caratteristica di rilasciare un rumore ( "pop" appunto..) molto invitante. Lo recupero a strappi costanti alternati da lunghe pause se il bass è apatico, altrimenti durante picchi di attività importanti come prima di temporali, a velocità costante per stimolare l'aggressività del bass.Lo uso su erbai e sassaie, in quest'ultime il rumore del popper è molto amplificato dai sassi quindi richiama i pesci anche da lunga distanza.
Infine rane... topwater perfetto al di sopra delle cover. Capita spesso di trovare tappeti di erba impenetrabili, beh con la rana di gomma possiamo pescare al di sopra di esse in attesa che il bass in cerca di refrigerio sotto di esse con un'esplosione di vita, attacchi la nostra esca...garantisco mangiate da cardiopalma...
In questa stagione, soprattutto durante il giorno, capita che il bass stazioni in profondita in cerca di acqua più fresca. In queste situazioni cerco il pesce con crank di profondità, carolina rig con piccoli vermi o creature, inneschi texas medio pesanti con grossi worm in silicone, drop shot e grossi jig.
A differenza dei big, i bass di piccola taglia sono attivi in tutte le ore della giornata. Il divertimento della stagione estiva è data dalla maggior attività di questi esemplari medio - piccoli che sono in cerca di cibo tutto il giorno e facilmente catturabili con diverse tecniche, topwater su tutte.
Quando
Mattino presto e sera tardi sono sicuramente ottimi momenti in cui il pesce grosso è alla ricerca di cibo ed è più attivo.
In estate spesso accade che l'afa e il caldo lasciano spazio a temporali più o meno intensi: questo è sicuramente il momento migliore per essere in pesca. L'arrivo di un temporale provoca un brusco abbassamento della pressione atmosferica rendendo l'attività del Bass frenetica.
In estate il minimo cambiamento del tempo può trasformare una giornata poco redditizia in una spettacolare. Percio non demordete mai, anche se il caldo vi opprime...il Bass dell'anno è sempre dietro l'angolo!
Ha impiegato un pò di tempo ma alla fine ha colonizzato anche l'irpinia. Il Gambero della Louisiana - dal colore rosso fuoco e dalle grandi chele - si è stabilito nel Laghetto Varnicola di Morra de Sancts probabilmente da qualche anno. E' difficile stabilire quando e come ci sia giunto, ma di sicuro, si può supporre che sia stato immesso volontariamente. La sua marcia inarrestabile verso fiumi, canali e laghi della nostra penisola cominciò negli anni '90, quando una società del lucchese lo importò per allevarlo nei pressi del lago di Massaciuccoli. Da quel momento è iniziata una "colonizzazione" di canali, fiumi e laghi della penisola, nei quali ha trovato le condizioni ideali per la sua riproduzione. Dopo numerose segnalazioni giunte al nostro indirizzo e-mail ci siamo recati sulle sponde del Lago Varnicola per accertare la presenza del gambero e documentarla con foto e video. Giunti sulle sponde del piccolo specchio d'acqua, in pochi minuti e col solo ausilio di un piccolo guadino, ne abbiamo pescati decine di esemplari.
Il laghetto, allo stato attuale, è praticamente insabbiato dai detriti che il torrente Isca deposita da anni sul suo fondo. (Leggi Thread correlato) La sua profondità media si aggira intorno al mezzo metro ed è facile intuire come le acque di questo lago siano molto fredde in Inverno e praticamente un brodo in estate. Condizioni proibitive che dimostrano come Il Procambarus Clarkii (questo il suo nome scientifico) si riesca ad adattare ad ogni tipo di ambiente riproducendosi in maniera velocissima ed in grandi quantità.
La nota voracità del crostaceo "italo-americano" non sembra abbia causato danni alla copiosa popolazione di alborelle che popola le fangose e poco profonde acque del laghetto.
Per adesso sembra che questo fenomeno sia circoscritto al laghetto di Morra de Sanctis ma con molta probabilità ha coinvolto anche il torrente Isca, immissario ed emissario del Lago. Questo torrente è un affluente dell'Ofanto e dista da quest'ultimo solo qualche chilometro. Pur non avendo avuto segnalazioni della sua presenza in altre acque non si può escludere, considerata la vicinanza, che in futuro arrivi al Lago di Conza.
Il bass appartiene alla famiglia dei centrarchidi e, come ogni altra specie ittica, è più attivo in determinati periodi dell'anno. La primavera è uno delle stagioni di maggiore attività del nostro amico pinnuto: l'inverno, infatti, ha rallentato notevolmente il suo metabolismo e, quando l'innalzamento della temperatura dell'acqua segnala l'arrivo della primavera, la fame e l'istinto riproduttivo lo mettono in movimento alla ricerca del cibo necessario per sfamarsi per arrivare pronto al periodo riproduttivo. Nei laghi irpini tutto inizia nei primi giorni di marzo, quando la temperatura dell'acqua inizia lievemente a salire (7/10°C) e quella esterna tende a restare sopra lo zero anche durante la notte. Il bass comincia a spostarsi dalle profonde buche invernali dove si era rifugiato durante l'inverno, verso le acque più basse e temperate alla ricerca delle zone più ricche di cibo e più idonee alla riproduzione. Sta per cominciare la cosiddetta pre-frega, che continuerà fino a metà di aprile. Il nostro amico in questo periodo passa la maggior parte delle proprie giornate nelle sassaie e le zone a fondo "duro" che rappresentano un vero magnete per il bass perchè trattengono molto bene il calore e lo rilasciano lentamente.
Altri punti molto redditizi sono gli scalini (drop of) dove il bass rimane sospeso sul salto di profondità, a ridosso di ostacoli più o meno emersi, in attesa di un boccone di passaggio. In questi punti, inoltre, ha la possibilità di tornare subito in acqua profonda durante gli eventi climatici ostili (fronti freddi, perturbazioni che riportano la temperatura per qualche giorno ai livelli invernali) molto frequenti in questo periodo dell'anno. Non perdiamo mai di vista gli ostacoli sommersi e affioranti, ottimi ripari per il Bass in pre frega, soprattutto se vicino abbiamo acqua profonda. Proveremo a pescare sulle secche soprattutto se rocciose, e nelle zone dove immaginiamo che il bass possa andare a riprodursi, vedrete che non sarà molto lontano in questo periodo.
Veniamo agli artificiali. Con la temperatura dell'acqua che varia tra i 10° e i 15.5° il Bass è catturabile prevalentemente con artificiali di dimensioni ridotte tipo vermi da 4", tube, spider grub innescati con tecniche finesse con il drop shot, lo split shot, e il jighhead, ma, mano a mano che l'ambiente si scalda il bass sposterà le sue preferenze "culinarie" su bocconi più succulenti, quindi la tipologia delle nostre esche e delle nostre tecniche cambierà radicalmente, farà la sua comparsa lo spinnerbait, il jig, il crankbait, i Plastic Worms da 5 o più pollici innescati texas pescando principalmente a pitching, la tecnica regina del prefrega. Colori naturali su tutti, pumpkin, green pumpkin, black, blue, junebug e chart in acque velate.
Recuperi lenti e con frequenti pause all'inizio; bisogna cercare di stimolare il bass ad attaccare le nostre esche e in questo periodo non è sicuramente predisposto a inseguimenti folli e mangiate spettacolari a galla, mentre con l'innalzamento della temperatura possiamo velocizzare un po' il nostro recupero per cercare mangiate di reazione del pesce grosso.
La primavera è la stagione dei big, i primi a risvegliarsi dal freddo invernale sono gli esemplari più grossi e quindi capite bene che trovarsi nel posto giusto nel momento giusto si possono avere ottime sorprese.
Con l'arrivo della primavera, i cavedani aumentano la loro attività popolando di nuovo correnti e buche che avevano abbandonato con il freddo. Quando le giornate cominciano ad allungarsi e le temperature si alzano, questi pesci iniziano ad alimentarsi con continuità e voracità per rifarsi delle fatiche invernali e per prepararsi alla frega. Quale migliore momento per fare delle uscite a spinning leggero nel cuore dell'Irpinia! Il tratto che abbiamo scelto ricade nel Comune di Paternopoli e interessa la bassa valle del Torrente Fredane e la media valle del Fiume Calore. Tra i due corsi d'acqua non abbiamo riscontrato grosse differenze nel comportamento dei ciprinidi se non un generale calo della presenza di pesce dovuto molto probabilmente ai continui lavori in alveo che ne hanno compromesso l'habitat naturale.
In particolare abbiamo notato come sul Fredane sia in atto un continuo stravolgimento del letto del torrente: ad ogni piena l'alveo cambia conformazione allargandosi sempre più ed erodendo le sponde. Questo fenomeno non si era mai verificato in passato e sembra essere la diretta conseguenza di alcuni lavori effettuati nel 2006 che hanno abbattuto la vegetazione riparia permettendo al torrente di erodere le sponde durante le piene.
In generale abbiamo notato come il cavedano staziona ai lati dei correntini dei fiumi, in prossimita' di cascatine e nel sottoriva sotto i rami degli alberi. Bisogna insistere negli spot dove il cavedano non riesce a scrutare bene l'artificiale come le correnti dove l'acqua entra nella buca. Altre buone condizioni sono quelle in poca presenza di luce come l'alba e il tramonto oppure prima che l'acqua si schiarisca del tutto dopo una piena. Abbiamo constatato inoltre che, dopo aver pescato un esemplare in un determinato spot, è opportuno spostarsi perché, probabilmente, la resistenza opposta dal cavedano in fase di recupero fa spaventare gli altri pesci presenti.
Nelle uscite effettuate nelle acque dei due torrenti nei mesi di Aprile e Maggio 2011 abbiamo avuto una ulteriore testimonianza di quanto sia importante non farsi notare dai cavedani durante l'azione di pesca. Questi pesci diventano selettivi se si accorgono della presenza umana e rifiutano automaticamente le esche. È importante dunque non entrare in acqua perché il rumore li spaventa e fa aumentare la loro attenzione.
A differenza dei cavedani del piano che si arrendono quando la testa emerge dall'acqua, quelli del Fredane e del Calore sembrano essere molto più combattivi ma allo stesso tempo astuti e diffidenti.
Nell'azione di pesca occorre lanciare l'artificiale leggermente a valle rispetto al punto in cui sostiamo a ridosso della sponda opposta, e recuperare lentamente facendo in modo che il grosso del lavoro lo faccia la corrente. L'attacco del ciprinide e' deciso. La ferrata deve essere veloce al minimo accenno di mangiata non necessariamente decisa come avviene per i persici trota con le esche siliconiche.
L'attrezzatura ideale per affrontare questi spot è composta da una canna di lunghezza che può variare da 180 cm a 210 cm a seconda delle preferenze, un mulinello medio-piccolo ed un nylon di buona resistenza. L'utilizzo di un terminale in fluorocarbon ha dato buoni risultati.
Veniamo agli artificiali. I cucchiaini rotanti in primavera ricominciano ad essere produttivi, e lo saranno sempre più man mano che ci avviciniamo all'estate. In condizione di acqua limpida ed esposta da ogni angolazione al sole, l'uso di una paletta molto riflettente tipo argentata, dorata o comunque metallica lucida, può essere controproducente, in quanto emette dei forti bagliori che spaventano il pesce. In queste condizioni conviene usare rotanti con paletta scura (con colorazione che non riflette i raggi del sole. Al contrario in situazioni di luce scarsa, in zone coperte dalla vegetazione, la paletta argentata o dorata e più opportuna perchè maggiormente visibile.
Una sola raccomandazione: Rilasciate sempre il pescatoavendo molta cura nella fase del rilascio ricordando che ogni pesce prelevato è una possibilità in meno di ritrovarlo un giorno, una possibilità in meno di provare la stessa splendida emozione.
La pesca invernale al bass negli specchi d'acqua della provincia di Avellino è una pesca tutt'altro che facile perché le temperature dei laghi irpini scendono facilmente sotto lo zero essendo situati a non meno di 600 metri sul livello del mare. Un discorso a parte vale per il lago Laceno dove la pesca invernale al persico trota è resa ancora più difficile dalle bassissime temperature (è situato a 1200 metri sldm) e dal fatto che spesso in inverno si presenta completamente ghiacciato. Il bass va a svernare nelle profonde buche dei laghi e non è propenso ad attaccare le nostre esche come nelle stagioni estive perché quando la temperatura dell' acqua scende sotto i 10 gradi, il bass rallenta di molto il suo metabolismo. Questi pesci in inverno cercano di risparmiare più energia possibile e non preferiscono fare lunghi inseguimenti sprecando energie inutili, soprattutto se si rendono conto che la preda non valga molto come valore proteico.
La tecnica più usata in questo periodo è la pesca finesse che prevede l'utilizzo di fili sottili e esche leggere mosse lentamente sul fondo. I bass vanno cercati sugli scalini a 45 ' o nelle buche senza sottovalutare strutture sommerse, canneti o erbai dove si aggirano alla ricerca di anfibi.
Per quanto riguarda l'attrezzatura da riva bastano 2 canne: una da casting e una da spinning. Quella da spinning va usata per la pesca finesse o a drop schot con piccoli vermoni; quella da casting per le swimbait, jig con l'aggiunta di un trailer, gamberoni piombati o creature piombate in testa. Riguardo ai fili consiglio un nylon dallo 0,20 allo 0,25 per il finesse mentre per il casting si può anche salire fino ad uno 0,28. Per la pesca finesse innescheremo piccoli vermoni sia a coda piatta che con coda a falcetto oppure dei micro jig con l'aggiunta di qualche creatura come i trailer. Se al posto dei siliconici preferite utilizzare delle hard bait consiglio jerk, cranck, swimbait nei colori più naturali possibili.
Domenica scorsa decidiamo di metterci in viaggio alla volta del Lago Laceno per scattare qualche foto. A 1100 metri di altezza dopo gli ultimi tornanti assistiamo stupiti ad una imponente distesa d'acqua su cui si specchiano alberi e monti innevati. E' il lago Laceno, ai livelli massimi dopo decenni. Proprio in un posto dove da tempo non si rivedevano più le montagne abbracciare l'acqua. Lì dove il terremoto dell'80 aveva influito in maniera forte compromettendo la tenuta idraulica di alimentazione della sorgente Tronola, suo immissario, riducendo di fatto la portata fino a zero. Li dove il terremoto aveva causato infiltrazioni e perdite sul fondo del lago. La natura ha fatto il suo piccolo, splendido miracolo.
Noi del Team di IrpiniaPesca, non lo avevamo mai visto così. Lo avevamo solo immaginato ascoltando i racconti dei nostri padri. Grazie alle abbondanti piogge di questo inverno il bacino ha adesso raggiunto i livelli degli anni '70. La seggiovia funziona, i turisti approfittano dell'ultima neve. Adesso, nel suggestivo panorama dei monti è tornato a vivere anche il lago, quasi permanentemente in secca, soprattutto nel periodo estivo quando diventa un abbeveratoio per animali da pascolo. Nella stagione fredda le piogge e lo scioglimento delle nevi lo allargavano un po', ma mai come questo inverno.
Lo specchio d'acqua ha raggiunto il livello attuale principalmente per le straordinarie precipitazioni degli ultimi mesi ma, senza dubbio, ha contribuito in modo notevole anche l'opera di risanamento del lago e del canale Tronola eseguita negli anni 2005 - 2006. Per il lago l'intervento è stato principalmente quello di ridurre l'impatto ambientale del muro in calcestruzzo che insisteva ai piedi dell'hotel abbandonato e di tamponare le perdite idrauliche alla base del muro stesso.Gli interventi sull'immissario Tronola sono stati mirati al consolidamento e all'impermeabilizzazione.
Purtroppo lo stato di salute attuale del lago è ancora altalenante. Bellissimo d'inverno e in stato eutrofico nella tarda estate – autunno. Senza dubbio la sorgente Tronola dopo gli interventi terminati nel 2006 ha avuto un certo recupero, che ha contribuito a migliorare lo stato di salute del lago. Ma cio non basta. A nostro avviso l'Amministrazione Comunale di Bagnoli Irpino, di concerto con la Provincia, la Regione e la Comunità Montana Terminio-Cervialto dovrebbe fare un ulteriore sforzo impegnandosi per ridurre le infiltrazioni e le perdite sul fondo del bacino e per evitare che nel periodo estivo gli animali da pascolo si avvicinino alle sponde del lago sporcandolo e inquinandolo.
Sabato 23 ottobre per la prima volta siamo sul Lago Varnicola per un test sulla pescosità dello specchio d'acqua e sulle specie ittiche presenti. Giunti sul lago, impostiamo l'azione di pesca con varie tecniche per cercare di capire da quali specie è popolato: Raf e Antonio decidono di insidiare eventuali ciprinidi e a tal scopo preparano tre canne a fondo servendosi di una montatura light con piombo scorrevole. Io e Francesco prepariamo una canna all'inglese e una bolognese per testare gli strati medi e superficiali del lago. Prima ancora di calare le lenze noto un continuo ribollire dell'acqua che mi fa pensare a una frenetica attività di pesci di piccola taglia. Piccole e molteplici bollate che mi ricordano le innumerevoli pescate di Alborelle fatte da bambino a Conza prima che i persici trota ne facessero razzia. Impugno la canna fissa e la conferma non tarda ad arrivare. Era proprio come pensavo: il lago è popolato da una immensità di alborelle. Si presentano di piccola e piccolissima taglia con un caratteristico dorso verde smeraldo. Decido allora di impostare la mia azione di pesca utilizzando una canna fissa con lenza madre del 14, terminale del 10, amo del 20 a gambo lungo e piombatura raggruppata per far entrare subito la lenza in pesca. Come innesco uso un solo bigattino e taro il galleggiante in modo che fuori dall'acqua rimanga solo la piccola asta visiva. Non avendo a disposizione la pastura specifica per alborelle decido di utilizzare quella rossa per carpa bagnandola bene in modo da farla scendere sul fondo lentamente lasciando una macchia visibile in superficie. Lancio la pallina di pastura un metro a monte dopo aver notato che l'acqua, apparentemente ferma, è sottoposta a una leggera corrente in direzione della cascata originata dallo sbarramento di cemento armato. Inizio a pescare sul fondo e I risultati cominciano ad arrivare. Man mano che il tempo passa tolgo profondità alla lenza continuando a pasturare di tanto in tanto e le catture si fanno sempre più frequenti fino a diventare continue!
La prima considerazione che mi viene da fare, vista la presenza massiccia di alborelle, è che nel lago non ci siano predatori. Sconsiglio, dunque, agli amanti dello spinning di recarsi in questo spot alla ricerca di lucci e black bass .
Sulla presenza di ciprinidi e sul carpfishing non mi sbilancio più di tanto. L'unica carpa pescata a fondo da Antonio, con un innesco composto da chicchi di mais, si presenta di discreta pezzatura e con dorso di colore grigio argento e pinne arancio-rosse. Queste caratteristiche lasciano pensare che sia nata o almeno cresciuta in questo lago, in quanto completamente diversa da quelle che si pescano a Conza o a Porrara, per esempio. Nessuna traccia di amur di cui il lago, un po' di tempo fa, era popolato. C'è da dire che il tempo a disposizione è stato poco e non è stata impostata una azione di pesca mirata a questa specie. Non so se ci riusciremo per quest'anno, ma di sicuro nella prossima primavera faremo una sessione di carpfishing con una giusta pasturazione preventiva dedicando il tempo necessario a questa tecnica per poter finalmente dire con certezza se questo specchio d'acqua sia popolato da grosse carpe e amur.
Una ulteriore considerazione da fare è quella che riguarda il fenomeno di sedimentazione eccessiva del Varnicola: i detriti trasportati nel corso degli anni dall'immissario (Torrente Isca) si sono depositati sul fondo del lago provocando un abbassamento della profondità che attualmente si aggira intorno al metro e mezzo mentre in passato presumibilmente era di quattro o cinque metri. Giustissima l'idea che Luigi suggerisce nel Forum di IrpiniaPesca secondo la quale il lago in futuro dovrebbe essere sottoposto a una operazione di dragaggio del fondo al fine di evitare il preoccupante fenomeno dell'insabbiamento che ha riguardato un laghetto simile (Lago della Sarda) proprio nel territorio di Morra De Sanctis.
Concludo sottolineando che la pesca nel Varnicola promette bene e in futuro può riservare grandi sorprese. I canneti, l'acqua pulita e ossigenata, la non eccessiva profondità e tanti altri fattori positivi, lasciano pensare che il lago offra ambienti ideali per la vita e la riproduzione di molte specie di pesci. Insomma il lago merita altre giornate di pesca No-Kill per essere testato con maggiore attenzione.