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Quando mi è stato proposto di andare alla scoperta dei laghi dell'Irpinia orientale per fotografarli non avrei mai immaginato di trovarmi di fronte a dei luoghi cosi spettacolari. Le sorprese sono sempre dietro l'angolo. Dando uno sguardo sulla rete prima di partire, mi ero accorto che c'era pochissimo materiale al riguardo. Però l'idea mi piaceva.
Di interessante c'era la possibilità di conoscere quelle zone, che si trovano nel mezzo di 3 province (Avellino, Salerno e Potenza) e di 2 regioni (Campania e Basilicata). La mia compagnia era formata da un esperto dell'idrografia irpina e di pesca sportiva, Salvatore, e da un ottimo conoscitore della geografia irpina, Raffaele. La prima destinazione è stata il Lago San Pietro, situato tra Monteverde e Aquilonia, famoso per lo spettacolo dell'acqua che si tiene nel mese di agosto. Dopo esserci incontrati alle 9.00, siamo andati in direzione Grottaminarda, per imboccare l'autostrada. L'uscita più vicina (parolona!!! Basta pensare che la distanza dall'uscita dell'autostrada al paese di Lacedonia è di 8 kilometri e mezzo, mentre per arrivare al lago sono "solo" 24 km!! ) alle zone che ci interessavano è quella di Lacedonia. Arrivati a Lacedonia abbiamo proseguito verso Monteverde, per poi, in località Monticello-Masseria Nicola Rosa deviare verso il lago. Questo tratto di viaggio è stato come immergersi in mondo completamente nuovo. Le poche case che si trovavano nelle vicinanze assomigliano a quelle dell'est Europa, abitate da contadini abituati da anni a ripetere le stesse identiche gesta. Si vedevano solo pale eoliche e mucche, che oramai avevano metabolizzato le pale come parte integrante del territorio. Scendendo verso il lago, mano mano il territorio si trasforma. Si inizia a vedere il primo verde, qualche albero in più, che nelle immediate vicinanze del lago diventano piccoli boschi. La veduta del lago dal lato est (praticamente tenendo il paese di Monteverde alle spalle) è stata la più grande sorpresa della giornata. Un vero e proprio laghetto alpino nel bel mezzo del sud Italia. Fitto di vegetazione e molto ben curato. L'immagine evocava altri luoghi e altri tempi. A farci compagnia c'era un cane solitario, il rumore delle anatre selvatiche sull'acqua e lo scampanellio delle campane delle mucche. Silenzio e relax. Il tutto immerso nella natura. La zona si presta molto per splendide giornate in compagnia, grazie all'ottima zona pic-nic e ad altri servizi offerti. Abbandonata la zona est ci siamo messi in cammino verso la diga, seguendo la strada che da Monteverde porta verso Aquilonia. Tutto in salire per panorami del lago veramente mozzafiato. La salita fatta andando pianissimo nella ricerca di trovare qualche famoso asparago della zona, che a volte arrivano al metro di altezza, o qualche fungo prelibato. Prima di arrivare in cima al paese di Aquilonia, incrociamo i ruderi di Aquilonia vecchia, risalenti al terremoto del 1930. La cittadina ha cambiato nome più volte durante la sua storia. Di origine medievale, si chiamava Carbonara, e non per via dell'attività principale degli abitanti che sarebbe stata la produzione del carbone vegetale, ma probabilmente per la presenza nel suo territorio di particolari pietre che contenevano petrolio e che bruciavano con fiamma viva come carboni. Ancora oggi tali minerali si trovano nella contrada detta "Sassano". Arrivati in cima prendiamo la strada che dal paese porta alla stazione ferroviaria, situata nei pressi dell'Ofantina. Scendendo a valle il paesaggio cambia nuovamente. Ci fanno compagnia "mamme di asparagi" e enormi piante con un fiore giallo non meglio identificate. Arrivati sull'Ofantina decidiamo di metterci in cammino verso Pescopagano per andare a visitare il lago di Saetta, anche quest'ultimo lago artificiale. Arrivati in cima al monte ci trova immersi in paesaggio lunare. Soggezione creata anche dalla presenza della stazione meteorologica. Il Lago di Saetta è situato tra Pescopagano e Castelgrande e questa volta non c'è la gradita sorpresa. Posizionato a quasi 1000 metri di altezza, risulta desertico, spoglio e soprattutto di difficile approdo a causa delle recinzioni dell'autorità di bacino. Torniamo indietro, riscendiamo verso l'ofantina e ci incamminiamo verso Morra De Sanctis. ll paese di Morra De Sanctis, deriva il suo nome dal suo più illustre cittadino: il critico letterario Francesco de Sanctis, che vi nacque nel 1871. Nei pressi del nucleo industriale del paese si trovano 3 laghetti. 2 di questi, Varnicola e Laganzana, sorgono grazie alle acque del torrente Isca. Per congiungere i due laghetti sono stati creati 2 percorsi naturalistici, anche questi dotati di zona pic-nic. Camminando a piedi si può incappare in ostacoli del tutto naturalistici, come attraversare il guado del torrente o schivare eventuali animaletti che ti tagliano la strada. I laghetti venivano utilizzati in passato per l'approvvigionamento di acqua potabile da parte degli abitanti di Morra, e per facilitarsi questo compito hanno realizzato una "cascata" artificiale sul lato sud dei laghi, facendo anche in modo che il torrente potesse continuare in suo cammino. Dal laghetto Varnicola si può godere di un bel panorama. Alzando gli occhi, infatti, si possono distinguere il paese di Morra de Sanctis e quello di Andretta. Lasciato anche Morra de Sanctis ci avviamo verso l'ultima tappa del nostro viaggio, che è il Laghetto Porrara situato tra Torella dei Lombardi e Sant'Angelo dei Lombardi. Laghetto ben curato, anche qui sono presenti tavoli da pic-nic e barbecue, ottimi per passare una piacevole giornata in compagnia. Fatti i dovuti sopralluoghi ci avviamo verso casa, dopo aver visto e fotografato 4 laghi di diverse dimensioni, visitato 3 province, 2 regioni e aver cambiato un infinità di panorami e paesaggi. Anche questa è Irpinia.
Per Irpinia Pesca
Antonio Lo Vuolo

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