Home News News - Fiumara di Atella - Atella (PZ) Provincia di Potenza: via al recupero della Fario Lucana
Provincia di Potenza: via al recupero della Fario Lucana PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Maggio 2010 11:55

farioL’altro ieri è stato presentato, in VI Commissione Caccia e Pesca della Provincia di Potenza, il progetto di ricerca sull’Individuazione delle popolazioni autoctone di trota fario mediterranea sul territorio della Provincia di Potenza finalizzata all’avviamento di pratiche ittiogeniche”. Lo studio, realizzato dall’Università degli Studi di Parma - Dipartimento di biologia evolutiva e funzionale, in collaborazione con l’Arpab,è finalizzato al recupero della

specie in via d’estinzione della trota fario lucana.
 
Fulcro dello studio èsalmo_trutta stata l’individuazione delle caratteristiche tipiche delle trote presenti sul territorio provinciale, attraverso il monitoraggio dei principali corsi d’acqua. Alla fine dell’indagine si è stabilita la possibilità di procedere ad un recupero della trota fario autoctona, partendo da individui puri presenti nel fiume Agri e in parte nel Noce, anche in considerazione del fatto che la trota fario rientra nelle specie da salvaguardare, contenute nell’allegato 2 della Direttiva 92/43/Cee.
 
Il presidente Latorraca ha sottolineato l’importanza di uno studio che ha permesso di individuare alcune zone dove avviare progetti futuri di recupero delle trote lucane, tramite la cattura, la selezione e riproduzione controllata di esemplari autoctoni.

 

 

L’attivazione di tali progetti è senza dubbio un esempio che la Provincia di Avellino dovrebbe seguire. L’ente Irpino, infatti, nonostante amministri un territorio ricco di torrenti e fiumi importanti come il Calore, Il Sele e L’Ofanto non ha mai attivato progetti che risultano pienamente in linea con lo sforzo di programmare azioni utili alla salvaguardia dei corsi d’acqua. Anzi ha remato contro con degli interventi di ingegneria naturalistica in campo idraulico che hanno devastato l’alveo dei fiumi e di conseguenza l'habitat naturale della popolazione ittica. Ci riferiamo in particolare agli interventi realizzati sul fiume Calore a Castelfranci, Montemarano, Paternopoli e San Mango sul Calore e che presto riguarderanno anche l'asta fluviale compresa tra il ponte della Lavandaia e la confluenza con il torrente Pacione nel comune di Montella e Cassano. Ricordiamo, inoltre, che la Provincia di Avellino, pur essendo dotata di uno strumento fondamentale come la Carta Ittica, fino ad oggi non ha mai condotto una razionale programmazione e gestione del patrimonio ittico.

 

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Interventi di "ingegneria naturalistica" sul Fiume Calore presso San Mango Sul Calore

 

 

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Interventi di "ingegneria naturalistica" sul Fiume Calore presso San Mango Sul Calore