| No Flying Carps Bolsena: il punto della situazione. |
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| Lunedì 31 Maggio 2010 08:39 |
Riceviamo e pubblichiamo la comunicazione che ci giunge da parte degli organizzatori della manifestazione che si svolgerà a Bolsena nei prossimi giorni. "In questi giorni si è alzato un gran polverone, che ha interessato un buon numero di carpisti (ancora troppo pochi), alimentando un clima di polemica e di tensione. Questo significa che il nostro movimento è intenzionato a farsi sentire, per ciò non sarò di certo io a tentare di calmare gli animi, anzi, un bel po'
di fermento è quello che ci vuole per non perdere motivazione e grinta. In poche parole, non ci rilassiamo perché questa volta si va fino in fondo! È d'obbligo però, cercare di rendere visibile ciò che c'è dietro il polverone, e tentare di fare il punto della situazione sia per chi entra nella vicenda soltanto ora, sia per chi come me cerca di districarsi tra messaggi, messaggini e telefonate un po' agitate... Tutto è cominciato mercoledì 19 Maggio, quando Armando Tiberi mi chiama per avvertirmi che siamo sul "piede di guerra". Bhè, sono volate parole forti, ma lo stato d'animo alterato di Armando, e la sua proverbiale impulsività e determinazione, hanno fatto si che tutto questo prendesse forma. Basta! Sono anni che tacitamente assistiamo ad un uso spregiudicato delle reti in zone non consentite, sono anni che sappiamo del prelievo di carpe destinate al mercato nero, catturate con reti specifiche in maniera incessante per l'intero arco dell'anno. Sapevamo anche che non fosse giusto che questo continuasse ad accadere durante il periodo di frega, ma abbiamo sempre tenuto la testa bassa, parlottando tra noi e nulla più. Ma quel mercoledì, qualcuno avvistò un pescatore professionista dall'aspetto familiare, con il suo bel carico di carpe parcheggiato in un lago a pago. Ora basta! Apriamo gli occhi, starsene a guardare mentre un' ambiente naturale viene depredato è da scellerati. Perché vivere la situazione di degrado irreversibile, che affligge alcuni ambienti lacustri e fluviali della nostra penisola, anche sul lago di Bolsena? Le grandi cose spesso accadono così, una scintilla e via. Ecco che esplode inavvertitamente una bomba, che ha lasciato molti spiazzati ed alcuni scettici, ma quello del quale potete star certi, è il fatto che non finirà tutto come è cominciato, la cosa andrà molto alla lunga. Tanto per iniziare, il 12 e 13 giugno ci uniremo sulla spiaggia di Capodimonte, nei pressi del porto, per dare vita ad una manifestazione dai toni pacifici e garbati, che già è stata autorizzata dalla questura di Viterbo. Intanto che si preparerannono magliette e striscioni, alla provincia saranno rese note le nostre richieste, mirate ad ottenere un maggiore controllo da parte delle autorità e ad una nuova regolamentazione dello sfruttamento ittico da parte dei professionisti. A spalleggiare la causa entra in ballo la getapesca (http://www.studiogeta.it/), capitanata da Gianluca Milillo che ci aiuterà a muoversi su più fronti, mentre si sta tentando di coinvolgere (sembra con successo) anche le telecamere di Passione Pesca. Degno di nota il consenso ricevuto daparte di CFI ed altre importanti associazioni nazionali. La manifestazione dovrà svolgersi in modi più che civili, la presenza di tende e pod deve essere puramente simbolica, non è necessario che ciascuno di noi si porti dietro la propria attrezzatura, non saremo lì per pescare ma per farci sentire. Durante la manifestazione, vi sarà fatta richiesta di aderire con tesseramento al getapesca, in maniera assolutamente facoltativa, ricordo comunque che stiamo parlando di un ente molto serio e qualificato, che si occupa esclusivamente di queste problematiche. I tempi sono maturi, dimostriamo di esserlo anche noi, affolliamo la spiaggia per dare il buon esempio a tutti coloro che vedono l'ombra di un nuovo Trasimeno sotto casa!"
GIGGI BIAGIOLA |




Riceviamo e pubblichiamo la comunicazione che ci giunge da parte degli organizzatori della manifestazione che si svolgerà a Bolsena nei prossimi giorni. "In questi giorni si è alzato un gran polverone, che ha interessato un buon numero di carpisti (ancora troppo pochi), alimentando un clima di polemica e di tensione. Questo significa che il nostro movimento è intenzionato a farsi sentire, per ciò non sarò di certo io a tentare di calmare gli animi, anzi, un bel po'
di fermento è quello che ci vuole per non perdere motivazione e grinta. In poche parole, non ci rilassiamo perché questa volta si va fino in fondo! È d'obbligo però, cercare di rendere visibile ciò che c'è dietro il polverone, e tentare di fare il punto della situazione sia per chi entra nella vicenda soltanto ora, sia per chi come me cerca di districarsi tra messaggi, messaggini e telefonate un po' agitate... Tutto è cominciato mercoledì 19 Maggio, quando Armando Tiberi mi chiama per avvertirmi che siamo sul "piede di guerra". Bhè, sono volate parole forti, ma lo stato d'animo alterato di Armando, e la sua proverbiale impulsività e determinazione, hanno fatto si che tutto questo prendesse forma. Basta! Sono anni che tacitamente assistiamo ad un uso spregiudicato delle reti in zone non consentite, sono anni che sappiamo del prelievo di carpe destinate al mercato nero, catturate con reti specifiche in maniera incessante per l'intero arco dell'anno. Sapevamo anche che non fosse giusto che questo continuasse ad accadere durante il periodo di frega, ma abbiamo sempre tenuto la testa bassa, parlottando tra noi e nulla più. Ma quel mercoledì, qualcuno avvistò un pescatore professionista dall'aspetto familiare, con il suo bel carico di carpe parcheggiato in un lago a pago. Ora basta! Apriamo gli occhi, starsene a guardare mentre un' ambiente naturale viene depredato è da scellerati. Perché vivere la situazione di degrado irreversibile, che affligge alcuni ambienti lacustri e fluviali della nostra penisola, anche sul lago di Bolsena? Le grandi cose spesso accadono così, una scintilla e via. Ecco che esplode inavvertitamente una bomba, che ha lasciato molti spiazzati ed alcuni scettici, ma quello del quale potete star certi, è il fatto che non finirà tutto come è cominciato, la cosa andrà molto alla lunga. Tanto per iniziare, il 12 e 13 giugno ci uniremo sulla spiaggia di Capodimonte, nei pressi del porto, per dare vita ad una manifestazione dai toni pacifici e garbati, che già è stata autorizzata dalla questura di Viterbo. Intanto che si preparerannono magliette e striscioni, alla provincia saranno rese note le nostre richieste, mirate ad ottenere un maggiore controllo da parte delle autorità e ad una nuova regolamentazione dello sfruttamento ittico da parte dei professionisti. A spalleggiare la causa entra in ballo la getapesca (