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Per una Migliore Gestione del Patrimonio Ittico PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Giugno 2011 11:33

patrimonio_ittico_indexHo voluto scrivere queste righe per chiarire alcuni punti in merito alle recenti discussioni avvenute nella nostra pagina di Facebook riguardo all'immissione di Breme nel Lago Laceno, nel Lago Porrara e in quello di San Giorgio La Molara. Questi ripopolamenti avevano suscitato un'ondata di indignazione da parte di centinaia di pescatori sportivi irpini e beneventani che avevano inviato al nostro indirizzo di posta elettronica decine di mail di protesta. A quel punto, per offrire un chiarimento di tipo scientifico a tutti gli utenti di Irpinia Pesca, pensai

di chiedere un parere dell'amico ittiologo Luigi Colucci che in unbreme_p_ittico interessante articolo pubblicato il 17/06/2011 spiegava i pericoli, dal punto di vista biologico, dell'immissione di pesci alloctoni nelle nostre acque. Dall'articolo risultava chiaro il pensiero dell'autore: le immissioni eseguite con materiale ottenuto da riproduttori provenienti da zone lontane dall´areale di immissione, come nel caso delle Breme, può essere dannosa per la conservazione del patrimonio genetico dei pesci già presenti e può rappresentare un pericolo per il trasporto di parassiti (virus, batteri, micosi ecc.) patrimonio_ittico_02da un bacino idrico ad una altro magari indenne. Ora, partendo dalla precisa analisi di Luigi con la quale concordo pienamente, mi piacerebbe focalizzare l'attenzione su un concetto, a mio parere, fondamentale, riassumibile in due righe: i ripopolamenti ittici in laghi naturali e in bacini artificiali vanno eseguiti secondo criteri scientifici, affidandosi a consulenze specializzate di professionisti ittiologi e biologi, sia nel caso di immissione di pesce autoctono che alloctono!

 

patrimonio_ittico_01

 

Questo concetto, valido in tutte le acque nazionali, deve essere rispettato anche nei nostri bacini artificiali. Si, avete letto bene, Artificiali... Forse non tutti sanno che nella nostra Verde Irpinia prima del 1773 non esistevano specchi d'acqua. La particolare conformazione del territorio irpino e la natura carsica del terreno, hanno ostacolato, nel corso dei secoli, la formazione di laghi naturali. Il documento "Cenni Storici Sull'Altopiano Del Laceno" di Luciano De Castris" accerterebbe la nascita del prima lago irpino proprio nel 1773. Si legge infatti che:

 

(...nel 1773 l'Amministrazione Comunale di Bagnoli Irpino incanalò tutte le acque nel punto dove potevano sboccare per mezzo di un cunicolo sotterraneo naturale attraverso i monti nel sottostante Burrone denominato Caliento. Il sito dove le acque furono dirette si chiamava Acqua a Funno, e corrisponde al luogo nel quale ora giace il Laghetto Laceno. Così il piano fu prosciugato, scomparvero le paludi, aumentarono i pascoli e si ottennero nuovi territori per la coltura. Nel laghetto formato dall'incanalamento delle acque, fu immesso del pesce, in particolare la Tinca, che in breve prolificò tanto da doversi pescare con le reti, ed in tal modo i bagnolesi durante i mesi estivi potettero gustare pesce fresco e far fruttare un buon reddito dal Lago...)

 

 

Laceno_1955

 

Per tutti gli altri specchi d'acqua oggi presenti in Irpinia, è storia recente: alcuni bacini artificiali come il Lago di Conza o quello di Aquilonia/Monteverde sono stati costruiti rispettivamente negli anni '70 e '60 del 900 per accumulare acqua da destinare ad uso irriguo per la Regione Puglia. Altri come il Lago Porrara sono stati costruiti dalla Provincia per il rifornimento idrico di elicotteri antincendio.

 

 

patrimonio_ittico_03Per uno specchio di acqua naturale è scientificamente riconosciuto che l'evoluzione nel tempo della sua popolazione ittica rappresenta il risultato dell´interazione di complessi meccanismi biologici. Questi ultimi possono essere compromessi quando, per soddisfare le esigenze della pesca, si procede a ripopolamenti a sostegno delle popolazioni sovra-pescate o, ancora peggio, all´introduzione di una specie non naturalmente presente in quell´ambiente. Ma questo principio, per quanto mi riguarda, è assolutamente valido anche nel caso di immissioni fatte in Bacini Artificiali che insistono su un determinato territorio da più di 200 anni come nel caso del Laceno. Lo stesso vale per bacini artificiali di nuova costruzione, come il Lago di Aquilonia/Monteverde o quello di Conza, dove va rispettata una composizione specifica e una consistenza numerica che garantisca un buon equilibrio tra prede e predatori.

 

 

Solo il lavoro di persone che hanno studiato gli ecosistemi lacuali e fluviali può garantire che le delicate operazioni di ripopolamento vengano eseguite secondo determinati criteri scientifici. Quando questi mancano, nella maggior parte dei casi, ci si affida alle possibilità economiche ed ai criteri opportunistici di alcune associazioni di pescatori per le quali vige uno strano principio gestionale secondo il quale "più pesce si immette in lago o in un fiume, più si avrà la possibilità di pescare". Tale principio costituisce la base di una cattiva gestione del patrimonio ittico di un ambiente acquatico.

 

Se avete commenti o domande su questo articolo scrivete sulla relativa sezione del Forum.

 

salvatore_c

 

Per Irpinia Pesca

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