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Pesca Off Limits nei Fiumi del Sannio PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Giugno 2011 16:33

pesca_vietataVietato pescare nelle acque dei fiumi Calore, Sabato e Isclero, nei tratti che interessano il territorio della provincia di Benevento. Il provvedimento trae origine dall'accertamento della presenza di Salmonella ed Escherichia coli nelle acque del tratto irpino del Calore. Presenza che si verifica anche nel tronco beneventano del fiume, come acclarato dalle indagini effettuate a più riprese dall'Arpac e dall'Asl. L'Ordinanza di divieto, pubblicata all'Albo Pretorio della Provincia, è stata inviata a tutte le Autorità competenti e alla Federazione della

Pesca e alle Associazioni dei Pescatori: contro i trasgressori saranno applicate le sanzioni previste dall' art. 13 e seguenti del Regio Decreto del 22 novembre 1914, n. 1486, concernente il Regolamento per la pesca fluviale e lacuale.
Come ha spiegato l'assessore provinciale all'ambiente, Gianluca Aceto, la misura si è resa necessaria a seguito delle analisi effettuate dall'ARPAC su campioni di acque superficiali ad uso irriguo dei fiumi Calore, Sabato e Isclero che hanno confermato il superamento dei limiti dei parametri Salmonella ed Escherichia Coli. Poiché, in relazione alla pratica della pesca sportiva, tale alterazione dei predetti parametri microbiologici potrebbe arrecare danni alla pubblica e privata incolumità, il divieto di pesca sarà in vigore sino al ripristino dei valori ottimali da accertarsi al termine delle analisi che verranno ripetute su campioni delle acque medesime.

Pietro Mainolfi, direttore del Dipartimento provinciale dell'Arpac di Benevento, pone l'accento sul problema della prevenzione e non sembra essere fiducioso sui tempi per la cessazione del divieto: "...Il monitoraggio costante è importante ma certo non può risolvere il problema. Bisogna agire all'origine intervenendo sulla causa della contaminazione, vale a dire lo scarico di reflui urbani non adeguatamente depurati nei corsi d'acqua. In alcuni casi non esiste alcuna depurazione e nei fiumi finiscono gli scarichi tal quali....E' quanto mai necessario - prosegue Mainolfi - che le istituzioni facciano uno sforzo congiunto per intervenire in maniera concreta sulle cause che determinano l'inquinamento. Per quanto ci riguarda, proseguiremo nei controlli ma è bene sapere che i provvedimenti di divieto potrebbero avere lunghi tempi di applicazione. Per legge, infatti, si può revocare un divieto di attingimento solo dopo aver riscontrato per tre volte di seguito l'assenza di elementi contaminanti. E ora come ora non mi sembra ci siano tali condizioni. Siamo comunque disponibili – conclude il numero uno dell'Arpac – a effettuare nuovi esami micro-biologici nel caso si voglia verificare lo stato di fatto". 

 

 

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