| Sul Tamigi Tornano i Salmoni, sui Fiumi Irpini i Conti non Tornano |
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| Lunedì 29 Agosto 2011 17:41 |
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grande oltre ai salmoni nel fiume, che negli anni 50/60 fu definito morto biologicamente, nuotano oltre 136 specie e lungo le sue sponde svolazzano molti uccelli acquatici.
Ma la cosa molto interessante secondo me è che i londinesi hanno ripreso a vivere il loro fiume, il loro simbolo si sono riuniti in associazioni che lo tutelano ed organizzano eventi e festival, insomma il corso d'acqua in un rinnovato spirito ecologista e civilista non è più solo luogo dove smaltire di tutto (la civile Inghilterra non è immune da fenomeni di abbandono dei rifiuti).
D'altronte è la storia che ci consegna i fiumi come vie di civiltà e cultura, cosi come lo sono
Le ultime disavventure capitate ai nostri fiumi in particolare al Sabato e al Calore sembrano aver scosso le sonnacchiose piazze dei vari paesi e qualcosa inizia a muoversi, almeno si discute di un problema per anni tenuto nell'obblio si creano associazioni si indicono assemblee, ma le lunghe ed estenuanti pause estive di stampo italico sembrano far cadere di nuovo tutto nel dimenticatoio, non è che si aspettano le piogge autunnale il conseguente aumento idrico e il ritorno nei parametri dei valori di salmonella ed E.coli, per far tutti fessi e contenti??!
Credo che i tempi siano maturi per rivendicare un diritto sacrosanto, quello di poter vivere la propria terra!!!
Per Irpinia Pesca Luigi Melchionne |




Non è una notizia freschissima quella del ritorno dei salmoni nel fiume londinese, ma ascoltando una trasmissione radiofonica su di un network nazionale ho riscontrato molti punti attuabilissimi anche sui fiumi irpini in virtù degli ultimi episodi di inquinamento. L'intervistata è una biologa italiana che lavora nel Regno Unito ( e poi dicono fuga di cervelli) ad un progetto per ridare vita al placido Tamigi. E stando ai risultati e ai dati snocciolati in radio il progetto, tra l'altro finanziato con soldi pubblici, sembra aver funzinato alla
stati i fiumi irpini il decantato Aufidus (Ofanto) della letteratura latina, il Calor sulle cui sponde si sono succeduti popoli e città, il Sabato dal nome della mitica città di Sabatia alle falde del monte Terminio e il Sele che secondo gli antichi tramutava in pietra i rami che cadevano nelle sue acque. Il dopo terremoto e una falsa industrializzazione in Irpinia ci ha fatto perdere il senso della nostra storia, diventando tutti un po più egoisti abituandoci a non guardare al di la del nostro orticello, mentre i nostri aministratori non guardano al di la della piazza del comune di competenza tanto "Abbascio a jumara" è lontano dal paese e sta bene dove sta, i voti ai pioppi ai salici o ai cavedani non si possono chiedere.